martedì, 20 gennaio 2009, ore 12:39

SABATO 17 ORE 15,38

Ho aspettato tanto questo momento, tanto è durato... un momento, un solo brevissimo momento, intenso momento; era talmente tanto che aspettavo... ed è accaduto proprio quando "meno me lo aspettavo", stavo dormendo prima del turno di notte nel letto che era di mio marito a casa dei miei suoceri.

Quel telefono tra le mie mani intercettava una telefonata, l'ho portato all'orecchio e sento due voci ignare della mia presenza tra loro, sento una voce e la riconosco e inizio a cercare, a correre, senza mai lasciare il telefono, senza mai allontanarlo dal mio orecchio, poi d'improvviso eri là, in cima ad una salita di una strada di campo con sassi che appena affioravano dalla terra bruna, eri là, in cima, seduta, con lo sguardo proteso verso l'orizzonte e ti stavi facendo i capelli, i tuoi magnifici capelli del solito argenteo lunare colore; ho fatto la salita correndo senza un filo di fiato, quando ci dividevano solo pochi metri ti sei voltata verso di me, la persona che ti faceva i capelli si è voltata dall'altra parte e si è allontanata, ti ho guardata, eri tranquilla, mi guardavi, ti guardavo e non riuscivo a distogliere i miei occhi dal tuo bel viso, ho fatto ancora un passo verso di te ancora seduta, ti ho guardata ancora un ultima volta e mi sono gettata al tuo collo, tu mi hai detto "Rachele fai piano" ci siamo strette in un abbraccio delicatamente forte, ti ho detto "Mamma mi sei mancata tanto", ti ho guardata ancora in viso... piangevi.

Un secondo dopo ero con gli occhi pieni di lacrime con la consapevolezza che, se pur bellissimo, era stato solo un sogno, erano le 15,38 di sabato 17, ciao Mamma grazie della visita, torna presto, TI VOGLIO BENE!!! tua figlia Rachele

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